Media

<h2>L’articolo 17 della Convenzione su diritti dell’Infanzia stabilisce che gli Stati devono <em>"(…)riconoscere l’importanza della funzione esercitata dai mass media e vigilare affinché il minorenne possa accedere ad una informazione e a materiali provenienti da fonti nazionali ed internazionali se finalizzati a promuovere il suo benessere sociale</em>”.</h2>

<p>In Italia esistono strumenti che regolamentano sia questo rapporto così come anche l’utilizzo da parte dei minorenni dei nuovi media, soprattutto <em>internet </em>e <em>social network</em>. Di particolare rilievo è l’azione realizzata dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali, nel tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti alla luce delle nuove tendenze nel settore dei media. I soggetti coinvolti nel rapporto media-minorenni sono molti e diversificati, questi i principali: oltre all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza e al Garante per la protezione dei dati personali, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il Comitato Media e Minori, i CO.RE.COM. regionali, il Consiglio Nazionale Utenti e l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria.</p>

<p>Particolarmente significativa in questo ambito è l’azione di stimolo compiuta negli anni da soggetti non soltanto istituzionali, a diverso titolo coinvolti. Ne è un esempio certamente la <a href="http://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/documenti/Carta_Trevi... di Treviso</a> del 1990, con il suo successivo aggiornamento del 2006, sottoscritta tra la Federazione nazionale della stampa, l'Ordine dei giornalisti e Telefono Azzurro: mira a tutelare l’immagine dei minorenni nei media nei casi di cronaca che li vedono protagonisti in qualità di autori, vittime o testimoni di reati. Anche la <a href="http://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/documenti/carta-di-mi... target="_blank">Carta di Milano</a>, proposta da Terre des Hommes, nasce dall’esigenza di focalizzare in maniera più puntuale alcune criticità relative all’utilizzo dell’immagini delle bambine e dei bambini nella comunicazione commerciale. E’ stata sottoscritta nel 2013 anche dall’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza.</p>

<p>A più di venti anni dalla Carta di Treviso, oggi l’aggiornamento del Codice di deontologia dei giornalisti è una priorità, considerata la diffusione illimitata del web rispetto a notizie, immagini e filmati e al cambiamento radicale del modo di informare con l’avvento di internet. Risulta perciò necessario prestare maggiore e puntuale attenzione al trattamento delle notizie riguardanti i minorenni, fare rete, monitorare l’attività degli organismi preposti al controllo; può essere un primo passo. Importante è anche sensibilizzare ed informare gli autori televisivi, gli sceneggiatori, gli editori ed i responsabili di trasmissioni che hanno come protagonisti i minorenni.</p>

<p>Per diffondere la conoscenza sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, oltre a iniziative di sensibilizzazione generale per la conoscenza della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, l'Autorità garante ha organizzato attività mirate per informare sulla situazione dei bambini e degli adolescenti ed è intervenuta in alcune trasmissioni televisive. Ha scelto di limitare al minimo le uscite pubbliche sui singoli casi di cronaca, se pure fortemente sollecitata in tal senso, per non incrementare la spettacolarizzazione di situazioni gravi che coinvolgono i minorenni.</p>

<p>Se pensiamo ai diritti, una vera emergenza è invece il rapporto dei minorenni con i nuovi media. Fenomeni come il <em>cyberbullismo</em>, il <em>grooming</em> (adescamento di minorenni attraverso reti telematiche) il <em>sexting</em> (invio di immagini e video a sfondo sessuale ad amici, fidanzati, adulti, persone conosciute e non) ed ogni tipo di adescamento o sfruttamento online sono molto diffusi e si alimentano spesso della inconsapevolezza dei ragazzi che sono in Rete e della poca informazione che ancora si fa. Gli adulti hanno il compito di non lasciare soli i ragazzi nel relazionarsi con questi nuovi mezzi.</p>

<p>Se appare ovvia l’impossibilità di seguire i minorenni costantemente collegati, è altresì ovvia e necessaria una presa di coscienza generale riguardo ai pericoli e all’utilizzo sicuro del web. Siamo di fronte ad un nuovo modo di comunicare che non è paragonabile con nulla di già visto in passato. Un linguaggio nuovo e troppo recente che mette gli adulti nella condizione di dover obbligatoriamente aggiornarsi se vogliono aiutare e capire meglio le esigenze delle nuove generazioni.</p>