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Incostituzionale il divieto ai detenuti per gravi reati di accudire i figli

La Corte costituzionale ha di recente dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 21 bis della legge 26 luglio 1975 n. 354 (sentenza 174/2018) che impediva ai detenuti per “reati ostativi (come ad esempio terrorismo e traffico di stupefacenti) di prestare assistenza ai figli con meno di 10 anni oppure subordinava tale possibilità all’aver scontato parte della pena, a meno che non si trattasse di collaboratori di giustizia.

La Consulta, con questa sentenza, ha posto al centro il superiore interesse del figlio minorenne, salvaguardando il diritto della persona di minore età a mantenere un rapporto con la madre all’esterno del carcere. Quello previsto dalla norma era infatti un automatismo che impediva al giudice di valutare, caso per caso, le esigenze di sicurezza bilanciandole con il miglior interesse del minorenne. Un conto sono i benefici finalizzati a favorire, fuori dal carcere, i rapporti tra genitori e figli in tenera età, un altro i benefici come il lavoro all’esterno. I primi investono diritti di altre persone, i secondi sono finalizzati al reinserimento sociale del detenuto.

La Corte, infine, ha ricordato che l’incostituzionalità della norma non pregiudica affatto le esigenze di sicurezza poiché la concessione del beneficio “resta pur sempre affidata al prudente apprezzamento del magistrato di sorveglianza chiamato ad approvare il provvedimento disposto dall’amministrazione penitenziaria”.

Esecuzione penale e giustizia riparativa, colloqui con i presidenti delle commissioni Giustizia

Questa mattina l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha avuto due colloqui con i presidenti delle commissioni Giustizia della Camera dei deputati, Giulia Sarti, e del Senato, Andrea Ostellari. Tema delle conversazioni gli schemi di decreto in materia di esecuzione penale minorile e giustizia riparativa all’esame della commissioni. I colloqui sono stati l’occasione per un confronto utile tra l’altro a esporre i contenuti delle note che l’Autorità ha inviato nei giorni scorsi per chiedere l’introduzione in Italia, dopo 43 anni di attesa, di un ordinamento penitenziario a misura di minorenne.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano ha incontrato il Ministro Alberto Bonisoli

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Filomena Albano ha incontrato oggi il Ministro per i beni e le attività culturali (Mibac) Alberto Bonisoli. A breve sarà attivato un tavolo per l’attuazione del protocollo Agia e Mibac che prevede, tra i vari obiettivi, la diffusione della cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel corso del colloquio, durante il quale la Garante ha consegnato al Ministro una copia della Relazione al Parlamento, si è parlato della possibilità di garantire e incentivare, sull’intero territorio nazionale interventi strutturali per l’accesso alla cultura di bambini e ragazzi, in particolare quelli più in difficoltà. “Ho apprezzato l’attenzione manifestata dal Ministro Bonisoli al tema di diritti dei bambini e dei ragazzi in Italia” ha dichiarato la Garante Filomena Albano.

Incontro dell'Autorità garante Filomena Albano con il Sottosegretario Vincenzo Spadafora

Incontro tra l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Filomena Albano e Vincenzo Spadafora, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per Pari opportunità, politiche giovanili e servizio civile universale. Il colloquio si è svolto a Palazzo Chigi e ha avuto al centro i temi dell’infanzia e dell’adolescenza sui quali Autorità e Sottosegretario hanno condiviso interessi, intenti e impegno.

L’Autorità garante Filomena Albano ha incontrato Marialucia Lorefice

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Filomena Albano ha incontrato stamattina la presidente della XII commissione Affari sociali della Camera dei deputati Marialucia Lorefice. Nel corso del colloquio la Garante ha evidenziato il ruolo dell’Autorità, consegnato una copia dello studio sulla salute mentale degli adolescenti promosso dall’Agia e una della Relazione al Parlamento.

Illustrate le dieci criticità in materia di diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia rilevate dalla Relazione e tra esse, in particolare, è stata posta attenzione sulla necessità di definire i livelli essenziali delle prestazioni per i diritti civili e politici. Chiesto che l’Autorità garante sia chiamata a esprimere i propri pareri nell’iter dei provvedimenti legislativi in materia di infanzia.

L’Autorità garante Filomena Albano, al termine dell’incontro, ha manifestato apprezzamento per la disponibilità e l’interesse della presidente Lorefice sui temi relativi alle persone di minore età.

L’Autorità garante: “Approvare le norme per un’esecuzione penale a misura di minorenne”

 “L’Italia ha l’opportunità di colmare un vuoto che dura da più di 40 anni: adottare norme per l’esecuzione della pena nei confronti di condannati minorenni che tengano conto della loro giovane età e della loro personalità in formazione”. A sostenerlo è l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano.

“Va approvato lo schema di decreto legislativo ora all’esame delle commissioni Giustizia e Bilancio di Camera e Senato – prosegue la Garante – tenendo conto dei principi dettati dalla legge delega. Si dovrebbero pertanto rimuovere dal testo in discussione le norme che ostacolano l’accesso dei minorenni autori di reato alle misure esterne. Ogni ragazzo è infatti una storia a sé che va valutata caso per caso. L’accesso a misure di comunità, ai permessi premio e al lavoro esterno deve poter prescindere dalla tipologia di reato e dall’entità della condanna. Se il giudice può dare una possibilità in più ai ragazzi, perché essi possano cambiare, è nostro dovere renderlo possibile”.  

La Garante Filomena Albano ha scritto a questo proposito ai presidenti e ai componenti delle commissioni e ai relatori. Tra le richieste, quella di inserire nella riforma dell’ordinamento penitenziario minorile la facoltà di accesso da parte dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza negli istituti penali per minorenni, nelle comunità e nei centri diurni senza preventiva autorizzazione.

Dare via libera a giustizia riparativa e mediazione

Il 5 agosto scade il termine per l’espressione dei pareri da parte delle commissioni. L’occasione non andrebbe persa: “Dal 1975 – prosegue la Garante – vengono applicate ai minori ristretti regole pensate per gli adulti, quando invece il processo minorile italiano, che è un modello apprezzato a livello europeo per le sue garanzie, è improntato al recupero e al reinserimento di ciascun ragazzo attraverso la sua responsabilizzazione. Possiamo rendere anche l’esecuzione penale coerente con questa impostazione”. Auspicato anche il via libera definitivo al decreto che introduce nell’ordinamento italiano la giustizia riparativa e la mediazione penale tra reo e vittima. “È tra i compiti istituzionali dell’Autorità favorire lo sviluppo della cultura della mediazione” dice Filomena Albano.

L’Autorità garante ha seguito l’iter della riforma sin dal suo inizio, partecipando anche alle audizioni del Ministero della giustizia, nel corso delle quali si è fatta portavoce dei ragazzi incontrati negli istituti di pena minorile. Incontri svolti in attuazione del diritto all’ascolto e alla partecipazione dei minorenni sancito dalla Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

 

Nota del 27-07-2018 ai presidenti e ai componenti delle commissioni Giustizia e Bilancio e ai relatori dello schema di decreto legislativo recante la disciplina dell'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni (AG 20).

Nota con osservazioni integrative del 30-07-2018 ai presidenti e ai componenti delle commissioni Giustizia e Bilancio e ai relatori dello schema di decreto legislativo recante la disciplina dell'esecuzione delle pene nei confronti dei condannati minorenni (AG 20).

Nota del 30-07-2018 ai presidenti e ai componenti delle commissioni Giustizia e Bilancio e ai relatori dello schema di decreto legislativo sulle giustizia riparativa e la mediazione penale (AG 29).

Consulta associazioni, seconda riunione del gruppo di lavoro su minorenni migranti di seconda generazione

E’ tornato a riunirsi questa mattina il gruppo di lavoro della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni che si occupa di approfondire la conoscenza del livello di integrazione, partecipazione e inclusione sociale dei minorenni migranti di seconda generazione, con particolare riferimento ai diritti civili e di genere delle bambine e delle ragazze.

Obiettivo del gruppo di lavoro, che ha avviato l’attività di studio lo scorso 25 maggio, è anche quello di individuare buone pratiche ed eventuali criticità, al fine di elaborare delle raccomandazioni che contengano misure concrete, rivolte alle istituzioni, alle famiglie (come forma di sostegno) e ai minorenni migranti di seconda generazione

La prossima riunione è prevista nel mese di ottobre.

Mediazione penale, proseguono le audizioni nella sede dell’Agia

Proseguono, presso la sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), le audizioni sulla giustizia riparativa e la mediazione nel processo penale minorile. Il ciclo di incontri, a cui sono stati invitati magistrati, professori, avvocati, assistenti sociali e rappresentanti di uffici e centri di mediazione, mira a individuare buone pratiche ed eventuali criticità del sistema da portare all’attenzione delle istituzioni interessate.

I temi

Si è parlato dell’innesto della mediazione penale nel procedimento e delle prassi che si sono instaurate nei vari territori in tutta Italia per garantire un equilibrio tra garanzie processuali e i caratteri fondamentali della giustizia riparativa.

Il ciclo di audizioni trova il suo fondamento in una delle funzioni che la legge istitutiva assegna all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, vale a dire “lo sviluppo della cultura della mediazione e di ogni istituto atto a prevenire o risolvere con accordi conflitti che coinvolgano persone di minore età” (art. 3 comma 1, legge 12 luglio 2011 n. 112).

Il potenziale di giustizia riparativa e mediazione

Giustizia riparativa e mediazione penale hanno un altissimo potenziale. I minorenni possono, grazie ad esse, partecipare attivamente, ottenendo uno spazio di ascolto e di parola. Possono inoltre acquisire – nella libertà e volontarietà che devono caratterizzare questi percorsi –  modelli di comportamento coerenti con i valori e le regole che costituiscono il tessuto connettivo della comunità e la base per la fiducia interpersonale.

Leggi anche: Mediazione penale, audizioni di Agia su buone prassi e criticità

 

AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI PER 5 ESPERTI COMPONENTI IL NUCLEO TECNICO E 1 OPERATORE DI SEGRETERIA TECNICA

AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO MEDIANTE PROCEDURA SELETTIVA COMPARATIVA DI INCARICHI PER 5 ESPERTI COMPONENTI IL NUCLEO TECNICO E 1 OPERATORE DI SEGRETERIA TECNICA PER IL PROGETTO N. 2342 "MONITORAGGIO DELLA TUTELA VOLONTARIA PER MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI IN ATTUAZIONE DELL'ARTICOLO 11, LEGGE 47/2017" (scadenza 8 agosto 2018)

Scarica il Decreto di approvazione dell'Avviso pubblico, l'Avviso pubblico e il Decreto di modifica dell'articolo 3 dell'Avviso pubblico e di approvazione del nuovo format della domanda di partecipazione (decreto del 25/07/2018)

Carta diritti figli di genitori separati, al via audizioni con esperti

Avviato oggi, nella sede dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), il ciclo di audizioni con esperti e soggetti qualificati finalizzato a raccogliere contributi utili per la redazione di una Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori.

Il documento, pensato come strumento di tutela e protezione comprensibile e di facile utilizzo per bambini e ragazzi, si pone anche l’obiettivo di rendere consapevoli gli adulti coinvolti nella fase della separazione (genitori, giudici, avvocati, assistenti sociali, psicologi, ecc.) rispetto alla necessità di tener conto e rispettare i diritti dei bambini e dei ragazzi.

I principi posti a fondamento della Carta saranno ispirati alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in particolare quello del diritto all’ascolto e del principio del superiore interesse delle persone di minore età.

 

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