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Generazioni connesse: proseguono i seminari formativi per i professionisti dell’infanzia

Si svolgerà a Milano, il prossimo 13 marzo, il seminario formativo “Violenza e aggressività online nelle relazioni tra pari: dal cyberbullismo all’uso della violenza online nelle relazioni intime tra gli adolescenti”.

Si tratta del terzo appuntamento che il progetto Generazioni connesse organizza per i professionisti dell’infanzia (assistenti sociali, pediatri, psicologi, educatori, docenti e dirigenti scolastici) nell’ambito dell’attività di sensibilizzazione che porta avanti sui temi dell’utilizzo dei nuovi media e della navigazione sicura in Internet.

Nel corso del seminario di Milano si approfondiranno, in particolare, i fattori di rischio e gli effetti del cyberbullismo, le caratteristiche della violenza nelle relazioni adolescenziali e del ruolo che svolgono le nuove tecnologie e i social media. Obiettivo dell'incontro sarà anche quello di sensibilizzare, prevenire e fornire gli strumenti per intervenire in modo adeguato nella rilevazione precoce dei rischi.

Minori stranieri non accompagnati: quasi 4000 gli aspiranti tutori

Sono 3.981 ad oggi i cittadini che hanno manifestato la propria disponibilità ad assumere l’incarico di tutore volontario di minori stranieri non accompagnati. Quasi 4000 persone pronte a mettersi in gioco presentando domanda e partecipando ai corsi di formazione in vista dell’eventuale nomina del Tribunale per i Minorenni.

“Si tratta di un dato significativo – commenta l'Autorità garante – che dimostra la straordinaria partecipazione con cui le persone stanno rispondendo all’ appello a far da guida ai tanti ragazzi che arrivano nel nostro paese senza adulti di riferimento. Un patrimonio di generosità e solidarietà che non può e non deve andare perduto: per questo è fondamentale che i percorsi formativi vengano attivati in tutte le regioni, che i Tribunali per i Minorenni procedano con speditezza alle nomine dei tutori, che siano riconosciuti alle nuove figure polizze assicurative, permessi di lavoro e rimborsi per le spese vive sostenute. Tutti abbiamo la responsabilità di valorizzare e sostenere i tanti cittadini che, fidandosi di noi, si sono dichiarati disponibili a svolgere il ruolo di tutore”. 

Minori non accompagnati: da oggi a Campobasso corso per tutori

Ha preso il via questa mattina, a Campobasso, il primo corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati organizzato in Molise dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) con il supporto di EASO, l’Ufficio europeo di supporto all’asilo. Alla quattro giorni, che si tiene all’Hotel Centrum Palace, parteciperanno 22 aspiranti, dei quali 17 sono donne. La metà dei candidati, in gran parte della provincia di Campobasso, ha tra i 36 e i 45 anni. In sette sono nella fascia 46-60 anni, tre gli ultrasessantenni e due gli aspiranti tutori tra i 25 e i 35 anni.

“In Molise vivono 120 minorenni stranieri soli – dice l’Autorità garante – per ciascuno di loro stiamo cercando cittadini disponibili a fare da guida nel difficile percorso di inserimento in una comunità che non conoscono e a sostenerli nelle scelte di vita che li attendono”.  Dei 120 minori stranieri non accompagnati presenti nella regione a fine 2017 solo due sono femmine, mentre 9 su 10 hanno un’età compresa tra i 15 e i 17 anni. Un quarto dei minorenni proviene dall’Egitto, la gran parte è di origini africane. Una dozzina gli asiatici, cinque sono albanesi.

Il ciclo formativo si concluderà il 26 febbraio. Oggi, in apertura, il saluto della garante dei diritti della persona della Regione Molise. Sviluppato secondo le linee guida per la selezione e la formazione elaborate dall’Autorità garante, il corso di Campobasso di 27 ore mira a fornire le competenze e gli strumenti necessari a svolgere il ruolo di tutore volontario. Un compito che deve essere svolto tenendo conto della specifica vulnerabilità dei minori stranieri che arrivano nel nostro paese senza adulti di riferimento.

Minorenni in affido e continuità affetti: presentato lo studio

Le bambine e i bambini in affidamento familiare hanno diritto alla “continuità degli affetti”. Hanno diritto, in altre parole, a mantenere il legame affettivo con la famiglia affidataria, ove ciò risponda al loro interesse. Questo comporta la possibilità che restino nella famiglia cui sono affidati divenendone figli adottivi qualora, comunque, gli affidatari e i minorenni abbiano i requisiti previsti dalla legge. E questa è una delle novità più recenti. Oppure il legame affettivo deve poter essere preservato qualora i minorenni siano dati in adozione ad altri o rientrino nella famiglia di origine. È quanto stabilisce una legge del 2015, la numero 173, che dà corpo alla previsione dell’articolo 8 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di New York.  

Come è stata applicata questa legge dai tribunali per i minorenni italiani? Quali sono le tendenze e le prospettive della nuova disciplina? Sono queste alcune delle domande alle quali cerca di rispondere il volume “La continuità degli affetti nell’affido familiare” presentato questa mattina a Roma nella sala del parlamentino del Cnel in occasione della tavola rotonda organizzata dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). Il documento è frutto di un gruppo di lavoro formato all’interno della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni preposte alla promozione e alla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un organismo consultivo costituito e presieduto sempre dall’Autorità garante.

A discutere di bambini e ragazzi fuori famiglia e della tutela degli affetti, formatisi durante l’affido, i presidenti dei tribunali per i minorenni di Roma, Milano e Potenza, rappresentanti di ministeri, istituzioni, esperti e associazioni. Nel corso dell’evento portate le testimonianze di due famiglie affidatarie e due ragazzi che hanno vissuto l’esperienza di affido, appartenenti al Care leavers network.

Nel documento presentato oggi l’Autorità garante ha formulato una serie di raccomandazioni a servizi sociali, Consiglio nazionale ordini assistenti sociali (Cnoas), Anci, autorità giudiziarie e al Ministero della giustizia. L’intento è quello di stimolare comportamenti virtuosi e prassi omogenee in ambito nazionale, sulla base delle riflessioni maturate proprio in seno al gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni.

“È stato importante – afferma la Garante per l’infanzia e l’adolescenza – avviare un’analisi sullo stato di attuazione della legge e un monitoraggio su tutto il territorio nazionale delle prassi virtuose e delle eventuali criticità, perché siamo consapevoli di quanto le relazioni affettive siano rilevanti per bambini e ragazzi. Grazie alla collaborazione dei tribunali per i minorenni e alle testimonianze delle famiglie affidatarie ci è oggi possibile tracciare alcune riflessioni utili e scattare una fotografia sufficientemente ampia degli interventi attuati nel Paese. Il volume, come anche la tavola rotonda, rappresentano importanti strumenti di riflessione nell’ambito di un più ampio percorso di valutazione che proseguirà nei prossimi mesi”.

Oltre alla rilevazione dei dati in possesso dei tribunali italiani a proposito dell’applicazione della legge sulla continuità affettiva nel corso del 2016, anno di esordio della disciplina, la ricerca ha permesso di ascoltare alcune famiglie affidatarie. Le interviste hanno dato uno spaccato della situazione, rivelando l’importanza della continuità degli affetti tra l’affido e l’adozione.

Scarica la pubblicazione (pdf): La continuità degli affetti nell’affido familiare

Minorenni e media, lo studio del gruppo di lavoro della Consulta

È disponibile sul sito dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) “La tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione” (scarica il pdf). Il documento - elaborato dal gruppo di lavoro della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni - tocca tre aspetti: minorenni e informazione, comunicazione radiotelevisiva e web.

Nel primo caso lo studio si sofferma sul ruolo e sulle responsabilità dei giornalisti. Nella seconda parte, invece, si focalizza sulle emittenti radiotelevisive, sia per quanto riguarda i contenuti che vengono trasmessi, sia per quanto attiene la tutela dei minorenni “nello schermo”. 

Lo studio si focalizza poi, nell’ultima parte, sui minorenni nella Rete, evidenziando la necessità di creare una vera e propria cultura della sicurezza che, per mezzo degli adulti, si dovrà trasferire ai più piccoli. Tra gli argomenti affrontati: il problema dell’identificazione dei responsabili in rete, il dibattito sul consenso digitale, il recepimento della normativa europea sul trattamento dei dati delle persone fisiche (Reg. Ue 2016/679), il cyberbullismo e lo sfruttamento delle persone di minore età in rete.

“Questa pubblicazione – si legge nell’introduzione – raccoglie il frutto dei lavori di membri ed esperti di associazioni ed istituzioni ed è espressione dell’auspicato ed auspicabile principio del ‘fare rete’, nel rispetto del best interest of the child, al fine di rendere concreta ed efficace la tutela di tutti i bambini e di tutte le bambine, di tutti i ragazzi e di tutte le ragazze presenti nel nostro Paese, garantendo loro una vita libera da violenze”. 

Nel corso del 2017 i tre gruppi di lavoro costituiti all’interno della Consulta hanno prodotto tre ricerche su altrettante tematiche, individuate da coordinamenti, organismi e associazioni. L’elaborato, assieme agli altri due (su disagio psichico degli adolescenti e continuità degli affetti), è stato poi oggetto della seduta plenaria della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni dello scorso 21 dicembre. Oggi la pubblicazione sul sito dell’Autorità garante.

Figli di genitori separati, al via a Napoli il “Gruppo di Parola”

Sono partiti ieri a Napoli, nei locali del Consultorio familiare di via Toledo, gli incontri previsti nell’ambito del progetto “Gruppi di Parola”, promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) in collaborazione con l’Università cattolica del Sacro Cuore e l’Istituto Toniolo. Gli incontri – quattro in tutto, di due ore ciascuno – sono rivolti a bambini e ragazzi figli di genitori separati o divorziati e propongono un’esperienza di gruppo in cui condividere pensieri ed emozioni attraverso giochi, disegni, parole, lettera ai genitori con l’aiuto di professionisti specializzati. Al “gruppo” di Napoli partecipano cinque bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni.

Sempre ieri si è invece concluso il secondo dei “Gruppi di Parola” di Roma, avviato lo scorso 17 gennaio. Agli incontri hanno preso parte otto bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni.

Continuità affetti e affido familiare, il punto sulla legge

La continuità affettiva dei bambini e dei ragazzi nelle esperienze di affido familiare dopo la riforma introdotta dalla legge 173 del 2015. Su questo argomento giovedì 22 febbraio sarà presentata “La continuità degli affetti nell’affido familiare – documento di studio e di proposta”, pubblicazione elaborata da un gruppo di lavoro della Consulta delle associazioni e delle organizzazioni, istituita e presieduta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

La presentazione è in programma a Roma, alle ore 10, nella sala del Parlamentino del Cnel, viale David Lubin, 2, a Roma. Seguirà tavola rotonda (qui il programma - pdf). Tra i partecipanti, oltre alla Garante, esperti, presidenti dei tribunali per i minorenni e rappresentanti di istituzioni. Sarà così possibile fare il punto sull’attuazione della legge 173, sulle prassi virtuose e sulle criticità emerse nel suo primo anno di applicazione.

L’evento è aperto. Per partecipare è necessario inviare via email la propria richiesta, entro le ore 12 del 21 febbraio 2018, a eventi@garanteinfanzia.org.

Scuole inclusive, parte a Roma il progetto MetaEmozioni

Ha fatto tappa a Roma “MetaEmozioni-Scuola: per scuole emotivamente inclusive”, progetto promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e realizzato grazie al partenariato tra MetaIntelligenze onlus e il Dipartimento di Scienze psicologiche, pedagogiche e della formazione dell’Università di Palermo. Il workshop esperienziale –  quarto di un calendario iniziato lo scorso 31 gennaio a Palermo – si è tenuto il 15 febbraio all’istituto comprensivo “Alzavole” di Roma.

Il progetto punta a consentire la costruzione di scuole emotivamente inclusive. In pratica, imparando a percepire, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni, bambini e ragazzi potranno acquisire un metodo in grado di aiutarli a riconoscere l’“altro”. E a riconoscersi nell’“altro”. Un riconoscimento del quale abbiamo bisogno per superare la diffidenza della diversità, grazie all’universalità delle emozioni.

L’iniziativa è diretta a circa mille alunni e 40 docenti di primarie e secondarie di primo grado di cinque province italiane, distribuite su tutta la penisola: Palermo, Roma, Torino, Cagliari e Bari.

La prima fase, quella dei workshop come quello svoltosi nella scuola romana, punta a investire docenti e studenti del ruolo di “ambasciatori dell’intelligenza emotiva”. Grazie ai materiali ricevuti - e disponibili nella piattaforma online in dotazione al progetto - e alle consegne sulle attività da svolgere, in una seconda fase prenderanno corpo le attività in classe.

Gli studenti saranno promotori dell’iniziativa tra i compagni, dando vita così a un apprendimento collaborativo e a un tutoraggio tra pari. Previsti focus group, elaborati dalle classi partecipanti sotto forma di poster o videoclip, un report finale sui risultati e un convegno conclusivo.

Minori stranieri non accompagnati: prosegue in Abruzzo la formazione per gli aspiranti tutori

Prende il via oggi a L’Aquila il secondo corso di formazione per aspiranti tutori volontari di minori stranieri non accompagnati, organizzato in Abruzzo dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con il supporto di EASO - Ufficio europeo di supporto all'asilo.

“In Abruzzo vivono più di 120 ragazzi stranieri soli – commenta la Garante – per la maggior parte residenti nelle province di Chieti e L’Aquila. Con questo secondo corso, che fa seguito a quello che abbiamo realizzato a Pescara a dicembre, portiamo avanti la nostra azione di sensibilizzazione e promozione di una cultura di partecipazione attiva, finalizzata a spingere un numero sempre maggiore di cittadini a farsi avanti per assumere il ruolo di guida per i ragazzi nel loro difficile percorso di inserimento in una comunità estranea e sconosciuta”.

34 gli aspiranti tutori che prenderanno parte al percorso formativo, da oggi al 12 febbraio, per un totale di 27 ore. Si tratta per la maggior parte di donne, di età compresa tra i 36 e i 60 anni. Sviluppate secondo le linee guida per la selezione e formazione elaborate dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, le lezioni si terranno presso l’Hotel “La dimora del baco”, in località Centi Colella.

La Garante interverrà al corso nella mattinata di lunedì 12, nell’ambito del modulo dedicato alla presentazione degli attori del sistema di protezione e accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

 

Bando per tutori volontari

 

Allegato

Cyberbullismo, insediato il Tavolo tecnico

L’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha partecipato ieri alla riunione di insediamento del Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, coordinato dal ministero dell’Istruzione, ricerca e università. Presenti i rappresentanti del ministero dell’Interno, del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, del ministero della Giustizia, del ministero dello Sviluppo economico, del ministero della Salute, della Conferenza unificata, dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali.

Previsto dalla legge 71 del 2017 (“Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”), il Tavolo ha il compito di redigere un piano d’azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e di realizzare un sistema di raccolta dati finalizzato al monitoraggio dell’evoluzione dei fenomeni e al controllo dei contenuti per la tutela dei minori.  

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