23
Novembre
2017

La Garante Filomena Albano a Napoli per il convegno sui vent’anni della legge 285: “le politiche per l’infanzia richiedono una visione strategica di lungo periodo che metta al centro i diritti dei bambini”

“La 285 del 1997 è stata una legge innovativa per tanti motivi e in particolare perché ha posto al centro il benessere delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi, creando le condizioni operative per l’attuazione dei diritti previsti dalla Convenzione di New York. Nonostante i passi in avanti fatti, in termini di politiche e in termini normativi, non si può non considerare che c’è ancora molto da fare per superare le attuali disuguaglianze tra bambini e ragazzi”. Lo ha detto stamattina l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, intervenendo a Napoli nel corso del convegno “Vent’anni dalla parte dei cittadini in crescita. I risultati e le potenzialità attuali della legge 285/97 per la promozione di diritti e opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”, promosso dalla città di Napoli e dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali.

Presente il Ministro Giuliano Poletti, che è stato accolto, insieme alla Garante Albano, al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e all’Assessore alle politiche sociali del comune di Napoli Roberta Gaeta, da un gruppo di bambine e bambini di Napoli che si sono esibiti con danze e musiche della tradizione partenopea e hanno dialogato con le autorità.

La Garante Albano ha posto l’accento, in particolare, sulla necessità di adottare “una pianificazione strategica generale e di lungo periodo” e di “attivare una cabina di regia unitaria per la gestione di tutte le misure in favore dell’infanzia e dell’adolescenza, in modo da superare le criticità esistenti. Alcune di esse sono di natura culturale: il ripiegamento individuale ha messo in crisi il modello di cittadinanza attiva. Dobbiamo lavorare in prospettiva e ripensare ai prossimi vent’anni – ha affermato – Immagino un futuro in cui le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi, siano tutti cittadini della comunità Italia e cittadini attivi. Immagino un futuro in cui l’art. 2 della Convenzione di New York, il diritto di uguaglianza, possa trovare piena attuazione.”

 

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