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Continuità degli affetti, l’Autorità garante sollecita le istituzioni ad attuare la legge

In Italia si inizia a cercar di dare corpo in forma omogenea alla legge che tutela la continuità degli affetti dei ragazzi che si trovano in affido familiare. Si registrano i primi tentativi di metter in pratica le raccomandazioni dell’Autorità garante per l’infanzia l’adolescenza, Filomena Albano, formulate lo scorso 22 febbraio in occasione della presentazione di uno studio sull’argomento della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni.  A darne notizia oggi pomeriggio la stessa Autorità garante, in occasione della tavola rotonda dell’AIAF “Continuità degli affetti nell’affidamento familiare”.

Allo scopo di sensibilizzare l’attuazione della legge secondo le raccomandazioni dello scorso febbraio l’Autorità ha scritto, nei giorni scorsi, una serie di note indirizzate ai presidenti dei tribunali per i minorenni, al presidente dell’Anci, a quello del Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali (Cnoas) e al Ministero della Giustizia. Tutto ciò per superare quanto era emerso dallo studio della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni: la legge 173 del 2015 sulla continuità degli affetti – che va nella direzione dell’articolo 8 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di New York – non ha infatti determinato prassi “condivise” nei tribunali e nei servizi di tutta Italia. 

La legge del 2015 ha rappresentato una novità, poiché prevede la possibilità della famiglia affidataria di adottare i ragazzi in affidamento, qualora siano adottabili e ne ricorrano i presupposti. La norma introduce un principio di preferenza per gli affidatari. Sempre la stessa legge tutela la continuità socio affettive delle relazioni, se positive, consolidatesi durante il periodo di affidamento, nel caso il minorenne cambi famiglia e ciò corrisponda al suo superiore interesse.

Nota dell'11-05-2018 (sensibilizzazione sull'attuazione legge per la continuità degli affetti ad Anci e servizi sociali)

Nota dell'11-05-2018 (sensibilizzazione sull'attuazione legge per la continuità degli affetti ai Tribunali per i minorenni)

Nota dell'11-05-2018 (sensibilizzazione sull'attuazione legge per la continuità degli affetti al Ministero della Giustizia)

Nota dell'11-05-2018 (sensibilizzazione sull'attuazione legge per la continuità degli affetti al Cnoas)

Scheda sulle raccomandazioni: http://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/scheda-raccomandazioni-affetti-affido.pdf

Libera-mente: gli studenti di Afragola e le tecnodipendenze

L’Ufficio dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha partecipato questa mattina all’evento organizzato dagli alunni dell’istituto comprensivo Europa Unita di Afragola (Napoli) a conclusione del progetto “Libera-mente”. Il progetto, realizzato dall’Agia in collaborazione con l’Istituto Don Calabria, intende promuovere tra i ragazzi corretti stili di vita, trasmettendo conoscenze e strumenti utili a riconoscere le nuove forme di dipendenza e insegnando a vivere ogni età in modo pieno e consapevole.

L’evento è stato aperto con l’esecuzione da parte dei ragazzi dell’Inno d’Italia. Il percorso educativo svolto dagli studenti dell’istituto di Afragola si è focalizzato in particolare sul tema delle tecnodipendenze, lavorando con i docenti referenti e il gruppo dei peer educator sull’uso sano e su quello patologico dei dispositivi tecnologici. I ragazzi hanno illustrato i dati di una ricerca – compiuta attraverso la somministrazione di questionari ad adulti e coetanei – sui tempi, sulle modalità di utilizzo e sul ruolo dei social network nella loro vita.

Prodotta anche una serie di cartelloni con messaggi e slogan su dipendenze da tecnologia e tempo libero. La “giornata ideale” descritta dagli studenti è stata quella fatta di attività senza smartphone, compiute all’aria aperta – come giocare a calcio – o in famiglia, ad esempio preparando un dolce assieme alle madri. L’evento si è concluso con un balletto e l’esecuzione dell'Inno alla gioia da parte di studentesse e studenti.

Mediazione: la Garante al Fanelli - Marini di Roma per la presentazione dei lavori realizzati dai ragazzi

"Litigare fa parte della vita, non possiamo evitarlo. Possiamo però imparare a "farlo bene", andando incontro all'altro e rispettandolo. Con il lavoro di riflessione e condivisione che avete svolto in questi mesi avete dimostrato di aver compreso cosa significhi ascoltare l'altro, rispettarne il punto di vista e riconoscerne le emozioni. Il vostro compito ora è diventare testimoni attivi della cultura della mediazione e punti di riferimento per i vostri compagni, disseminando quanto avete appreso". Lo ha detto questa mattina agli alunni delle prime e seconde classi della scuola media Fanelli-Marini di Roma l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza Filomena Albano, intervenendo all'evento di presentazione degli elaborati realizzati nell'ambito del progetto "Dallo scontro all'incontro: mediando si impara!". Presente anche il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza della Regione Lazio Jacopo Marzetti, il presidente del X Municipio Giuliana Di Pillo e l'assessore alle Politiche educative del X Municipio, Germana Paoletti.

Gli studenti del Fanelli Marini avevano fatto visita alla sede dell'Autorità garante lo scorso 1 marzo, partecipando al primo degli incontri della seconda edizione del progetto promosso dall'Agia per diffondere tra i ragazzi la cultura della mediazione. Con l'aiuto di due mediatori professionisti avevano riflettuto sull'importanza di una comunicazione efficace e, attraverso una serie di attività pratiche e interattive, avevano sperimentato cosa significhi gestire un conflitto in termini positivi e contare sul sostegno del gruppo. Nei mesi successivi poi, esercitando il loro ruolo di peer educator hanno condiviso con i loro compagni quanto appreso in occasione dell'incontro. In questo modo tutte le prime e le seconde classi dell'istituto sono state coinvolte nella riflessione sui concetti di conflitto e mediazione. I prodotti finali di questo lavoro, realizzati utilizzando grafica e linguaggi multimediali, sono stati presentati oggi: si tratta di filmati, canzoni, poesie, fumetti e disegni.

"I vostri elaborati sono il frutto di un intenso lavoro fatto di creatività, scambio e cooperazione - ha sottolineato la Garante Albano - e sono uno strumento prezioso per veicolare in termini positivi il messaggio di educazione al conflitto e per favorire la contaminazione e la moltiplicazione di iniziative di diffusione della mediazione, non solo in ambito scolastico. Vorrei che voi diventaste testimoni attivi della cultura del mediare."

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L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza a Forum PA 2018

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza partecipa per la prima volta alla manifestazione in programma al Roma Convention Center – La Nuvola all’Eur di Roma, dal 22 al 24 maggio dedicata alla pubblica amministrazione. Tra i temi che troveranno spazio nei tre giorni di Forum PA 2018: immagini e social, tutori volontari, età del consenso al trattamento dei dati personali online, mediazione come strumento per la gestione dei conflitti, minori e cronaca giornalistica oltre alla Convenzione Aja 1996 sulla protezione dei minori.

Il programma degli eventi nella sala presso l’Area Expo dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza:

22 maggio 2018
ore 10 – Le immagini delle persone di minore età: la pubblicazione sui social e sui media

Le foto dei minorenni sui giornali, in tv e sul web. Le regole e i casi, affrontati dal punto di vista della deontologia dei giornalisti e da quello della giurisprudenza.

Saluto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano.

Intervengono: Monica Velletti, giudice - I Sezione Civile del Tribunale ordinario di Roma e Franco Elisei, presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche e coestensore dell'aggiornamento della Carta di Treviso.

ore 12:30 - L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’ascolto delle persone di minore età

Cosa significa ascoltare? Come si ascolta? E, in particolare, quali cautele richiede l’ascolto delle persone di minore età? Parliamone insieme.

ore 14:30 - La cooperazione giudiziaria in materia civile nel settore del diritto di famiglia. L’applicazione della Convenzione dell’Aja del 1996 sulla protezione dei minori in Italia

Sono sempre di più le famiglie con elementi di internazionalità nell’Unione Europea e le controversie giuridiche che le coinvolgono. L’incontro formativo ha l’obiettivo di illustrare il quadro normativo sulla cooperazione giudiziaria in materia civile nello specifico settore del diritto di famiglia e approfondire il tema dell’applicazione in Italia della Convenzione dell’Aja del 1996.

Intervengono: Ester Di Napoli, avvocato e Ornella Feraci, ricercatrice di Diritto Internazionale - Università degli studi di Siena

ore 17:00 - Tutela volontaria: un esempio di cittadinanza sociale

La legge 47 del 2017 ha istituzionalizzato in Italia la figura del tutore volontario dei minori stranieri non accompagnati, una figura consolidata in alcuni Stati europei e già sperimentata in alcune realtà locali.

23 maggio 2018
ore 9:30 - Pratiche di mediazione scolastica: incontro con i ragazzi dell’Istituto comprensivo di via delle Alzavole di Roma
Evento organizzato in collaborazione con la cooperativa Dike
Un’occasione per mettersi in gioco e imparare con i ragazzi a gestire un conflitto. Mediare si può!

ore 15:30 - Adulti in ascolto: ascolto professionale e ascolto qualificato
Evento formativo organizzato in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali (sono riconosciuti crediti formativi agli assistenti sociali)
L’incontro formativo, aperto al pubblico, si propone di analizzare le specificità dell’ascolto effettuato nell’ambito di una relazione di aiuto e dell’ascolto esercitato dai tutori volontari.

24 maggio 2018
ore 9:30 - Geronimo Stilton e la Costituzione italiana raccontata ai ragazzi: incontro con i bambini dell’Istituto comprensivo Rosmini di Roma
Vuoi conoscere la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza? Vieni… Te la spiegheranno i bambini!

ore 12:30 - L’età del consenso digitale tra consapevolezza e responsabilità
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza illustra la propria posizione su trattamento dei dati personali dei minorenni su social, app e altri servizi online.
Interviene: Ida Cortoni, ricercatrice presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della “Sapienza” Università di Roma, dove coordina l’Osservatorio Mediamonitor Minori.

ore 15:00 - Diritto di cronaca e tutela delle persone di minore età
Bambini e ragazzi coinvolti nei fatti di cronaca: il diritto di informare ed essere informati, i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel giornalismo italiano.
Saluto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano.
Intervengono: Franco Elisei, presidente dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche e coestensore dell'aggiornamento della Carta di Treviso e Cristiana Ciavattone, giudice della XVIII sezione civile del Tribunale ordinario di Roma.

ore 17:00 - Seduta della Consulta dei ragazzi dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza

Autorità garante: creare tempi e spazi di partecipazione

“Il compito dell’Autorità garante è quello di portare la voce di bambini e ragazzi nelle sedi istituzionali. È importante che non siano ‘sentiti’ ma ‘ascoltati’. Il compito di chi fa ascolto istituzionale è proprio quello di intercettare i bisogni delle persone di minore età per poi portarli all’attenzione delle istituzioni affinché siano trasformati in diritti”. Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, al convegno “Guida CPAT, Child participation assessment tool: uno strumento per partecipare” tenutosi questa mattina al Comitato italiano per l’Unicef a Roma.

La guida CPAT è un progetto avviato all’inizio del 2017 dall’UNICEF Italia e dalla rete nazionale PIDIDA (coordinamento per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza), ed elaborato dal Consiglio d’Europa, per “fotografare” il livello di partecipazione dei bambini e degli adolescenti e monitorare la situazione esistente, individuando possibili debolezze e lacune con lo scopo di rafforzare il sistema.

La presentazione dei risultati del progetto, realizzato con il contributo dell’Agia, è stata l’occasione per interagire con i giovani partecipanti ai focus group di CPAT sui vari tipi di “ascolto” e per sottolineare le azioni avviate dall’Autorità.

Tra queste la Consulta dei ragazzi che la Garante Albano ha auspicato si possa incontrare con i ragazzi del progetto proprio sul tema della partecipazione. “Non solo è stata istituita la Consulta, destinata a supportarmi nelle scelte, ma ho chiesto che sia introdotta in ogni scuola, come obbligatoria, l’ora di ascolto e partecipazione” ricorda la Garante Albano.

Generazioni Connesse: nuovo seminario formativo per i professionisti dell’infanzia

Si terrà a Roma, giovedì 24 maggio, il seminario formativo “Derive della violenza: costruire contro narrative negli ambienti digitali”.

Si tratta del quarto appuntamento che il progetto Generazioni Connesse organizza per i professionisti dell’infanzia (assistenti sociali, pediatri, psicologi ed educatori) nell’ambito dell’attività di sensibilizzazione sui temi dell’utilizzo dei nuovi media e della navigazione sicura in Internet.

Questo seminario, in particolare, intende offrire una riflessione sul discorso dell’odio online, approfondire il processo che porta alcuni giovani a perdere il senso della realtà fino al punto di aderire a un movimento fanatico e offrire gli strumenti adeguati per operare in modo adeguato nella rilevazione precoce dei rischi.

Azzardo, Agia a scuola a Verona per provare che non è un gioco

Circa duecento ragazzi, assieme a 13 coetanei nei panni di “educatori tra pari” (peer educator), sono stati oggi protagonisti dell’evento conclusivo del progetto “Libera-mente” promosso dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, e tenutosi all’istituto comprensivo “Madonna di Campagna – San Michele” di Verona. I peer educator hanno coinvolto i compagni delle due sedi dell’istituto partecipanti al progetto in attività informative e ludiche sul tema dell’azzardo. Affrontata inoltre la differenza tra cosa è “gioco” – libero, creativo che sviluppa capacità intellettive e associative – e cosa è “Gap”, un acronimo con cui l’Organizzazione mondiale della sanità indica il “gioco d’azzardo patologico”.

Nell’evento di stamattina, al quale era presente l’ufficio dell’Agia, i peer educator hanno invitato i compagni a compilare un crucipuzzle, la cui soluzione era “azzardo non è un gioco”. Proiettate presentazioni su rischi e “quasi vincite”, oltre a una serie di video-interviste tra i gli studenti destinate far emergere tra loro le corrette risposte alle domande chiave sull’azzardo patologico: “cos’è la dipendenza?”, “perché si chiama ‘gioco’ anche se è negativo?”, “quale è l’età in cui si comincia a giocare?”. I peer, infine, hanno coinvolto il pubblico con un cruciverba tematico, il cui scopo era verificare se i messaggi trasmessi fossero stati compresi. Svolta anche una dimostrazione pratica dal titolo emblematico: “Chi vince è sempre il banco”.

L’Autorità garante Filomena Albano lo scorso settembre, a Verona, aveva partecipato al “Tocatì – Festival internazionale dei giochi di strada” con un’iniziativa di approfondimento e riflessione con gli studenti di scuola superiore dal titolo “L’azzardo non è un gioco”.

Il progetto “Libera-mente”, realizzato dall’Autorità garante in collaborazione con l’Istituto Don Calabria, ha toccato sei ambiti tematici differenti. Sono stati affrontati con minorenni temi come smart drugs, tecnodipendenze, dipendenze da sostanze stupefacenti, azzardo patologico, shopping compulsivo, binge eating desorders. “Libera-mente” farà tappa il prossimo 21 maggio ad Afragola in provincia di Napoli, dove sarà protagonista la scuola “Europa Unita”.

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Autorità garante avvia attività di ascolto dei minorenni in area penale esterna

Prende il via oggi da Torino il ciclo di incontri dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) dedicati all’ascolto delle persone di minore età in area penale esterna, ovvero i ragazzi che hanno in corso, o hanno appena concluso, un procedimento penale.

L’iniziativa vuole essere lo strumento attraverso il quale ripercorrere le tappe del percorso di aiuto nell’ambito del processo minorile - come esperienza personale per metterne in luce aspetti positivi e nodi critici - e ascoltare le richieste dei ragazzi, per portarle all’attenzione delle istituzioni interessate. 

Gli incontri con l’Autorità garante saranno preceduti da laboratori realizzati presso gli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) del Ministero della Giustizia che coinvolgeranno da 10 a 15 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni. I laboratori si articolano in tre momenti: il primo relativo all’ingresso nel circuito penale, all’impatto con le forze dell’ordine, ai rapporti con l’autorità giudiziaria e alla presa in carico; il secondo attinente al progetto educativo individualizzato e il terzo riguardante il rapporto con la famiglia e il territorio.

All’incontro di questo pomeriggio, preceduto in mattinata da una riunione con il direttore e i funzionari dell’USSM di Torino, hanno preso parte una decina di ragazzi. Dopo una breve presentazione dell’Autorità e della finalità dell’attività – l’ascolto istituzionale - i ragazzi si sono descritti e si sono attivati, interagendo con la Garante e raccontando i loro bisogni e i loro desideri.

"Sono qui - ha spiegato la Garante ai ragazzi - per ascoltare la vostra voce e per portare i vostri bisogni all'attenzione di chi ha il potere di decidere. Le vostre proposte saranno esaminate assieme a quelle di altri ragazzi che condividono la vostra stessa esperienza in altre città”.

Il ciclo di incontri, che coinvolgerà otto uffici di Servizio Sociale, rappresentativi del territorio nazionale, da Torino a Palermo, proseguirà a Napoli il prossimo 26 giugno.

Mediazione: la Garante Albano all’istituto Tommaseo di Torino

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, ha fatto visita questo pomeriggio all’istituto comprensivo Niccolò Tommaseo di Torino per partecipare al secondo incontro del progetto “Dallo scontro all’incontro: mediando si impara”, progetto che mira a promuovere tra i ragazzi di scuola secondaria di primo grado la cultura della mediazione.

Gli alunni dell’istituto avevano già incontrato la Garante a Roma lo scorso 22 marzo e, in quell’occasione, avevano parlato dell’importanza di acquisire una piena consapevolezza dei loro diritti. Guidati da due mediatori professionisti avevano inoltre partecipato a una serie di attività pratiche e interattive finalizzare ad acquisire le conoscenze e le competenze utili per una comunicazione efficace e una gestione del conflitto in termini positivi.

L’incontro di oggi, al quale ha partecipato anche la garante del Piemonte Rita Turino e che è stato dedicato al tema “i diritti dei bambini e la scuola”, ha rappresentato per gli alunni del “Tommaseo” un ulteriore momento di riflessione sul valore della mediazione come strumento di risoluzione delle situazioni di contrasto, non soltanto in ambiente scolastico.

Con la Garante i ragazzi hanno parlato anche di bullismo, di nuove tecnologie, di social media e, soprattutto di diritti. “Qual è il diritto più trascurato?” “Perché i bambini hanno diritti specifici e come sono stati stabiliti?” sono solo alcune delle domande alle quali la Garante è stata chiamata a dare risposta. “Il più trascurato tra i diritti è quello all'uguaglianza, perché ci sono tante situazioni in cui bambini sono discriminati” ha risposto la Garante Albano. “Troppo spesso, poi, gli adulti non ascoltano i bambini".

Quanto ai nuovi diritti che si potrebbero proporre, la Garante ha sottolineato che "con il passare degli anni e l’emergere di nuove realtà i diritti della Convenzione dell’Onu dovrebbero essere attualizzati”. “L’importante è però tener presente che non esistono diritti di alcuni: o i diritti sono di tutti oppure non si realizzano".

Incontri come quello di oggi al “Tommaseo” possono ridurre l’incidenza del bullismo? “Sì, se vi contaminate tra voi – ha risposto poi la Garante ai ragazzi – proprio come una goccia che pian piano si allarga”. Quanto infine ai social, l’Autorità garante ha rivolto un appello agli studenti. “I social media sono strumenti meravigliosi per esprimersi e mettersi in comunicazione. Però bisogna conoscere le regole del gioco. Non fate dipendere il gradimento individuale dal successo che avete sui social."

Il progetto "Dallo scontro all'incontro: mediando si impara"

Il "Tommaseo" nella sede dell'Autorità garante a Roma

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