Consulta delle associazioni e organizzazioni: presentati i contributi elaborati dei gruppi di lavoro

Si è svolta questa mattina, nella sede del Cnel, la seduta plenaria della Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni. Nell’occasione sono stati presentati i contributi conclusivi elaborati dai tre gruppi di lavoro costituiti a dicembre 2016 con l’obiettivo di approfondire tre temi ritenuti di particolare interesse e rilevanza, oltre che di stretta attualità.

Più nel dettaglio, il primo gruppo ha lavorato sul tema del “diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affido familiare”, approfondendo le novità introdotte dalla legge 173 del 2015 e raccogliendo le prassi applicate dai Tribunali per i minorenni e le testimonianze delle famiglie che hanno accolto bambini in affido in concomitanza con l’entrata in vigore della normativa. Il secondo gruppo ha invece esaminato il tema della “tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione”, soffermandosi in particolare sugli aspetti legati alla protezione dei minorenni rispetto all’informazione, al web e alla comunicazione radio-televisiva. Il terzo gruppo, infine, si è interessato alla tematica del “disagio psicopatologico negli adolescenti”, con l’obiettivo di identificare la condizione delle persone di minore età con disagio psichico o disturbo psichiatrico e di individuare le criticità nell’interfaccia tra i vari sistemi coinvolti per giungere a definire le condizioni minime sostenibili per un corretto e adeguato intervento.

“Gli elaborati presentati oggi – commenta la Garante - costituiscono uno strumento utile all’analisi di fenomeni che interessano quotidianamente la vita di bambini e adolescenti e rappresentano, allo stesso tempo, un contributo prezioso per l’espletamento delle funzioni attribuite all’Autorità. La metodologia utilizzata, poi, risulta particolarmente innovativa, soprattutto nel ricorso alle interviste e ai focus group. Molto importante anche il coinvolgimento diretto dei diversi soggetti che, operando sul territorio, sono in grado di intercettare con più facilità esigenze e bisogni e permette di individuare una modalità di ‘operare in rete’ che può costituire premessa importante anche altri percorsi di lavoro da avviare nei prossimi mesi.”